Marta sui Tubi: “Sushi & Coca”

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In quest’ultimo articolo del ciclo inerente alla musica italiana, ho deciso di presentarvi uno dei principali gruppi attivi sulla scena nazionale: i Marta sui Tubi insieme al loro terzo album “Sushi & coca”.

I Marta sui Tubi nascono nel 2002 a Marsala come un duetto composto dal cantante Giovanni Gulino e dal chitarrista Carmelo Pipitone.I due, alla ricerca di un’ambiente musicale vivo e accogliente, decidono di partire per Bologna: nel capoluogo emiliano, il duetto inizia ad esibirsi in numerosi live, affermandosi nella scena underground. Nel 2003, Gulino e Pipitone pubblicano il primo album, “Muscoli e dei” , grazie al quale, nel 2004, vincono il premio “Meeting delle etichette indipendenti”, venendo dipinti come il miglior gruppo indipendente italiano dell’anno. Nel 2005 viene pubblicato un altro lavoro, “C’è gente che deve dormire”, ma è grazie alla loro terza produzione “Sushi & coca” (2008) che approdano alla ribalta nazionale: suonano al Concerto del Primo Maggio e aprono ai live dei Placebo e di Caparezza. Il 2008 è un anno di svolta: i Marta sui Tubi dal duetto iniziale diventano un quintetto, a Gulino e Pipitone si aggiungono, oltre al batterista Ivan Paolini (già inseritosi nella band dal 2004), anche  Paolo Pischedda (piano) e Mattia Boschi ( violoncello e basso). Il secondo evento del 2008, di fondamentale importanza per la band, è la creazione dell’etichetta discografica “Tamburi Usati” (anagramma di Marta sui Tubi) con la quale si liberano dall’obbligata dipendenza da produttori e da case discografiche, divenendo così definitivamente liberi di esprimere la propria arte a 360 gradi. Nel 2011 pubblicano un nuovo album “Carne con gli occhi”, con il quale i cinque tentano di partecipare alla 61esima edizione del Festival di Sanremo, però senza  fortuna. L’occasione si riaffaccia quest’anno: i Marta sui Tubi si ripresentano al Teatro Ariston, venendo inseriti fra i “14 big”, e si esibiscono con i due singoli “Dispari” e “Vorrei”, appartenenti al nuovo album “Cinque, la luna e le spine”.

“Sushi & coca”, come già detto è la prima creazione dell’etichetta indipendenteTamburi Usati e in esso si può individuare l’ anima dei Marta sui Tubi. Ascoltando approfonditamente quest’album sembra di entrare in contatto con ognuno dei cinque membri, di conoscere le loro vite, i loro sentimenti ed i loro sogni. Una delle canzoni più degne di nota di quest’album è “La spesa”: dall’estrema pacatezza e calma delle note dell’incipit emerge la noia della solitudine, probabilmente derivante da una delusione amorosa; si passa con lo scorrere della canzone ad un crescendo totale di voci, strumenti e parole: il tedio viene spazzato via da un desiderio di riscatto da quella situazione di debolezza iniziale, ora vi è spazio solamente per la potenza dei sogni dell’uomo. Altri brani di grande qualità ed unicità sono ad esempio “Dio come sta?”, “Cinestetica”, “L’unica cosa”, ma anche “Lauto ritratto”: da questi fuoriescono ulteriori tematiche, come ad esempio la fiducia in se stessi da “L’unica cosa”, che vengono trasmessi anche attraverso un velo di ironia e “demenzialità”.
I Marta sui Tubi sono una band difficilmente catalogabile in quanto genere: a sonorità espressamente rock, per quanto riguarda la batteria e l’organo Hammond, vengono inseriti suoni appartenti al patrimonio folk come la chitarra acustica ed il violoncello. A dare qualità all’intera produzione di questa band vi sono testi delle canzoni dalla rara profondità, uniti ad una grande padronanza della tecninca strumentale.

Ho scelto di proporvi i Marta sui Tubi in quest’ultimo articolo perché questi ragazzi sono riusciti a partecipare all’ultima edizione del Festival di Sanremo basandosi solamente sulle loro forze. Indipendentemente dalla posizione finale ottenuta, il quintetto è riuscito a portare sul palco dell’Ariston la propria storia, le loro qualità e tutta la loro passione: è proprio di questo che si tratta di passione, se non di amore, amore per la musica.

Con questi tre articoli ho tentato di presentarvi una visione diversa del concetto di “musica italiana”; attraverso Mannarino, Gualazzi e i Marta sui Tubi vi ho cercato di proporre delle alternative agli “artisti-fantocci” che si sentono e vedono troppo spesso nelle radio, nelle televisioni e nei Festival italiani di grande portata.

GreyCat

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